Vado
al minimo è un progetto che si racconta da solo a partire dal nome...
Un invito ad accettare uno stile di vita più sobrio attraverso scelte
concrete, quotidiani e praticabili fin da subito, purchè si decida di
contenere il troppo.
Vado al minimo non significa vivere al freddo e al buio, essere ossessionati
dal risparmio, privarsi del necessario o di un piacevole superfluo, bensì
acquisire una nuova consapevolezza per scoprire e toccare con mano, ogni giorno,
che la sobrietà è un modo di essere piuttosto che di avere.
Nasce Vado al minimo, progetto triennale per sprecare meno e vivere meglio
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Oltre 100 persone hanno partecipato alla presentazione della Campagna Vado
al minimo: spreco meno, vivo meglio, presso la sala biblioteca del Sermig,
a Torino.
Fabrizio Zandonatti
Fabrizio Zandonatti
Fabrizio Zandonatti, presidente della neonata Associazione Vado al minimo,
ha spiegato che la prima fase della Campagna si realizzerà con la distribuzione
di 1 milione e 750 mila lampadine a basso voltaggio, 150 mila lampade per
lampioni d’illuminazione pubblica e 3 milioni e 500 mila riduttori per
l’acqua. «Una grossa operazione di sensibilizzazione dei cittadini
che vede impegnate aziende, cooperative, enti locali e altre realtà
– sottolinea Zandonatti -. Perché non è vero che noi singolarmente
non possiamo fare nulla per migliorare la situazione ambientale. In realtà
possiamo fare qualcosa di concreto, a partire da subito. Possiamo Andare al
minimo».
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Dopo i saluti di Ernesto Olivero, che ha sottolineato l’adesione alla
Campagna del Sermig, è stata la volta di Luca Mercalli, del Comitati
scientifico di Vado al minimo, che sottolineato: «I conflitti aumentano
per la povertà e le materie prime diminuiscono. Andare al minimo vuol
dire avere tutto ciò che abbiamo ottenuto nel tempo, il benessere,
ma nulla di più».
Piero Bianucci, altro componente del Comitato scientifico, ha dichiarato:
«Questo progetto chiude l’epoca delle masse per passare a quella
delle persone. L’epoca delle masse e quella del consumo di massa. Quella
delle persone invece della comunicazione. Ricomincia tutto dalla persona e
dai suoi stili di vita».
Dominique Ouedragou, sindaco di Gourcy, Burkina Faso, ha raccontato di come
gli stessi problemi ambientali si stiano verificando anche nel suo paese,
e di come una campagna come Vado al minimo possa riavvicinare due paesi geograficamente
lontani, ma ambientalmente vicini, come l’Italia e il Burkina Faso.
Dopo il saluto degli enti locali aderenti, Regione Piemonte, Provincia di
Torino, Provincia di Asti e Città di Aosta, è stata la volta
delle associazioni, aziende e istituti scolastici. Tutti pronti a fare la
loro parte.
Perché, spiega Antonia Doglietto, Dirigente scolastico Istituto XXV
aprile di Cuorgnè: «La gestione delle risorse non è un
problema da demandare a qualcun altro e ognuno deve fare la sua parte, anche
gli studenti».
Alessandro Mostaccio, Movimento consumatori: «E’ giunto il momento
che, oltre a informare e tutelare i consumatori, noi si faccia una scelta
di campo. E la scelta è quella di cambiare gli stili di vita. Con Vado
al minimo non vogliamo proporre ai nostri soci una sorta di recessione, bensì
nuovi stili di vita compatibili con la loro vita di tutti i giorni».
Amalia Neirotti, Presidente Anci Piemonte: «L’Anci può
facilitare la formazione di una “squadra compatta” tra i comuni
per la realizzazione di questi progetti».
Mario Ghirardi, Presidente Fipe: «Noi piccoli editori possiamo cercare
di dare conto dell’aspetto quotidiano del risparmio energetico nelle
famiglie».
Enrico Marletto, Viaggi solidali: «Si può andare al minimo anche
facendo turismo. Con il turismo responsabile. E questo significa riprendersi
il tempo dell’incontro, fermarsi quando si vuole, incontrare le persone
e consumare meno».
Giuseppe Vetere, Presidente gruppo Esco energy, fornitore di lampadine e riduttori
di flusso, si è detto lieto in futuro di poter mettere a disposizione
della Campagna Vado al minimo le altre loro tecnologie. E Fabrizio Zandonatti
ha concluso la conferenza rivelando la possibilità, sempre grazie alla
collaborazione con la Escort energy, di poter forniere alle famiglie aderenti
al progetto la tecnologia per un impianto solare termico.
ado al minimo: spreco meno, vivo meglio.
Un progetto per uno stile di vita più sobrio.
La sensazione che il nostro stile di vita, cioè l’iperconsumismo
che da decenni caratterizza le società occidentali, comporti un prezzo
troppo alto da pagare è sempre più concreta: incessantemente
si inseguono sui media -e nelle nostre riflessioni personali- l’allarme
sul cambiamento climatico, sull’inquinamento e sulla futura scarsità
di risorse fondamentali quali l’acqua e le energie fossili.
Ad un possibile senso di generale smarrimento di fronte a questioni così
grandi, si contrappone sempre più l’idea che, insieme alla fondamentale
presa in carico di questi problemi da parte dei grandi organismi politici
e dei governi nazionali e sovranazionali, sia indispensabile, contemporaneamente,
un aumento di consapevolezza in ciascuno di noi, una ricerca di comportamenti
alternativi a quelli attuali.
Per tornare a guardare in modo sereno al futuro della nostra società,
occorre non solo promuovere un consumo sostenibile, ma anche uno stile di
vita che induca ognuno di noi ad impegnarsi nel proprio ambito quotidiano
-dalla famiglia al condominio, dal quartiere alla città- per realizzare
un percorso che porti alla solidarietà e alla convivialità.
Uno stile che aiuti a creare (o ri-creare?) un tessuto sociale vivo che ridia
alle persone, ai cittadini, la consapevolezza di poter essere attori delle
proprie scelte e ritrovare così il senso di appartenenza al territorio
in cui si vive, con la presa in carico delle problematiche che lo riguardano.
E giungere così ad uno stile di vita più “leggero”
per l’ambiente da cui dipende il nostro benessere, ma anche nei confronti
delle altre società e del pianeta stesso.
“Vado al minimo”, un progetto che si racconta da solo a partire
dal nome, nasce con l’intento di:
- suggerire uno stile di vita più sostenibile rispetto al consumismo
indifferente e indifferenziato indotto dai condizionamenti mediatici;
- indicare piccole scelte e/o azioni quotidiane, praticabili da subito, che
possono indurre ad un modo di pensare virtuoso;
- coinvolgere un target il più possibile allargato offrendo a tutti
(cittadini, enti, aziende, ecc.) la possibilità di dare il proprio
contributo.
Le fasi del progetto
Requisiti per l'adesione al progetto
Descrizione completa del progetto
[file pdf, 58kB]
Il progetto “Vado al minimo” prevede un’estensione triennale
ed è, al momento, un’iniziativa di: Arforma, Cidiu, Cisv, Cooperativa
I.So.La, Legambiente/Circolo Metropolitano, Movimento Consumatori, Associazione
Triciclo, Sermig.
L’associazione
Costituzione: fine marzo 2007
Durata: 3 anni
Il comitato tecnico scientifico
- Piero Bianucci, giornalista scientifico, La Stampa- TuttoScienze
- Roberto Burlando, Facoltà di Scienze Politiche, Università
di Torino
- Marcello Mazzù, medico, associazione Città del Bio
- Luca Mercalli, climatologo, Società Meteorologica Italiana
- Riccardo Moro, economista - direttore della Fondazione Giustizia e Solidarietà
- Marco Ragazzi, Facoltà di Ingegneria, Università di Trento
Le fasi del progetto
“Vado al minimo” è una campagna per un cambiamento dello
stile di vita quotidiano dei cittadini e abbiamo previsto si svolga in due
fasi:
1. Il coinvolgimento
2. La sperimentazione
La prima fase (a partire da maggio-giugno 2007) prevede un’azione di
sensibilizzazione “leggera”, ad ampio raggio, attuata con la distribuzione
a tutti i nuclei familiari - circa 500.000 - dei comuni aderenti al progetto
(o attraverso scuole od enti con sede in comuni che, non avendo una raccolta
differenziata superiore al 50%, non hanno potuto aderire) del “Kit Vado
al minimo” contenente 3 lampadine a basso consumo e 2 set di riduttori
di flusso idrico.
I prodotti saranno confezionati in un sacchetto di carta riciclata per ridurre
al minimo l’imballo e corredati da volantino informativo.
L’intenzione è quella di utilizzare il “regalo” come
occasione per richiamare l’attenzione dei cittadini su temi sempre più
importanti ed attuali quali ambiente, energia, acqua: insomma, per invitare
le persone a fare propri quei comportamenti ecologicamente consapevoli che
tanta differenza farebbero se diffusi capillarmente nella nostra società.
Il kit sarà inoltre utilizzato per invitare le persone ad approfondire
la loro conoscenza di questi temi partecipando alla seconda fase del progetto.
Da questa prima fase sono esclusi i comuni aderenti al progetto Life-Pianalto,
i quali beneficeranno di un’analoga iniziativa a cura dell’Agenzia
Energia E Ambiente di Torino, coordinatrice del citato progetto europeo. /p>
Agli enti locali aderenti saranno inoltre fornite:
• lampade ai vapori di sodio ad alta pressione in sostituzione delle
lampade ai vapori di mercurio esistenti sulla pubblica illuminazione
• erogatori EBF per tutti gli impianti sportivi censiti
• erogatori EDF e RA per tutte le strutture ricettive (alberghi, agriturismi,
etc.) censite
• lampade a basso consumo ed alta efficienza per ogni plesso pubblico.
La seconda fase, la sperimentazione di un diverso stile di vita, capace di
andare al minimo, è rivolta ai cittadini che verranno invitati a partecipare,
su base volontaria, ad un percorso di 8 mesi in cui -divisi in gruppi di 20
persone circa- verrà loro chiesto di riflette su quale sia uno stile
di vita quotidiano ambientalmente consapevole. Ogni famiglia che deciderà
di aderire dovrà quindi dichiarare gli impegni – anche piccoli
- che intende assumersi, scegliendo nell’ambito delle tematiche e delle
buone pratiche proposte e verrà fatto un raffronto fra quali sono i
propri consumi prima e dopo l’adesione al progetto.
I gruppi di lavoro, divisi per comuni e creati secondo un criterio di prossimità,
si riuniranno una volta al mese con l’ausilio di un coordinatore che
ha il compito di accompagnare i gruppi nella fase di integrazione poi nell’approfondimento
dei temi. Lo scopo è anche quello di arricchire il progetto con la
componente della socializzazione e della trasmissione da persona a persona
delle informazioni.
Se vuoi aderire ai gruppi leggi qui come fare.
Come sostegno ai gruppi di sperimentazione è stato anche attivato
il sito “Vado al minimo” (www.vadoalminimo.org) che, oltre ad
essere utilizzato per comunicare gli eventi relativi all’iniziativa,
diventerà veicolo di comunicazione tra partecipanti (tramite forum).
Per chi ha aderito al progetto sono previsti anche appuntamenti di approfondimento
e dei laboratori di formazione con esperti.